
Versione a colori della foto già postata tempo fa.
Colour version of the picture posted some time ago.

Versione a colori della foto già postata tempo fa.
Colour version of the picture posted some time ago.

Da Capo Nord eravamo finalmente arrivati a Karasjok dove abbiamo scoperto che stava per incominciare il Festival della Gioventù Lappone e che, tra le molte iniziative, venivano anche tenuti seminari gratuiti sui soggetti più disparati. Data la mia passione per la fotografia, mi sono iscritto al corso di fotogiornalismo tenuto dal Sami Aigi, il più importante giornale Lappone. Così, oltre ad una scorta illimitata di pellicole e la chiave della camera oscura, mi hanno dato vitto (ricordo grandi quantità di salmone affumicato) e biglietti per tutti gli eventi corredati da un backstage pass. Ho dovuto assistere a vari spettacoli in lappone dove non ci capivo un gran che, però ho avuto la soddisfazione di vedere pubblicate una decina delle mie foto sul giornale e, soprattutto, ho avuto modo di calarmi un po' nella realtà locale. Tutti parlavano l'inglese molto bene, specialmente in redazione, e non ci sono mai stati problemi di comunicazione. Devo anche dire che la gentilezza era di casa: nonostante io fossi l'unico al giornale che non parlasse nè il lappone nè il norvegese, tutte le riunioni erano tenute in inglese in modo che anch'io potessi capire.
L'evento clou è stato il bel concerto di Mari Boine Persen, preceduto e poi seguito da molti altri artisti. Con la solita calma lappone lo spettacolo è andato avanti fino al mattino, aiutato dal fatto che non viene mai buio e da quantità industriali di repellente per zanzare.
Nei cinque giorni passati a Karasjok ho incontrato gente veramente eccezionale e disponibile, a partire dallo staff del Sami Aigi, e mi è dispiaciuto un po' di dover ripartire.
From the Nordkapp, we finally arrived in Karasjok where we discovered that the Sami Youth Festival was about to begin. Among the many initiatives they had free seminars about the most diverse subjects. So I enrolled in the photojournalism classes at the Sami Aigi, the most important Sami newspaper. Not only the seminar was free, but they gave me an unlimited supply of film, keys to the darkroom, free access to the restaurant (I remember a lot of smoked salmon) and tickets with backstage passes to all the events. I did not understand much of them, expecially the theatre plays, but I was very happy when I saw about ten of my pictures published. But, most important, this was a very good way to get to know the local people and their customs, since "working" is probably the best way to do it. They all spoke fluent English, expecially at the Newspaper, and this helped a lot. Everybody was very kind and helpful, to the point that the Sami Aigi held all breefings and classes in English, since everybody could understand it, while I was the only one who could not understand anything else (except Italian, of course).
The highlight of the festival was the excellent concert of Mari Boine Persen preceded and then followed by many other artists. With the usual Sami calmness, helped by 24 hours daylight and clouds of sprayon mosquito repellent, the event went on until the morning.
During these five days I met a lot of exceptional people and I felt a bit sad when I had to leave.
...era nuvoloso e molto umido da tre giorni ed ha piovuto per i tre giorni successivi... Nel nord della Scandinavia la fretta non la fa mai da padrona e questo ne è un piccolo esempio. Il bucato? Prima o poi si asciugherà.
Lo stesso essiccatoio del post precedente, ma al tramonto... o era un'alba?
The same rack of the previous post at sunset... or was it a sunrise?

Una vista diversa della foto precedente...
Nota per i ciclisti: ho sempre immaginato la tundra come una terra pianeggiante: mi sbagliavo!.
A different view of the previous picture.
A note for bikers: I always thought of Tundra as a flat land: I was completely wrong!!

Come già ribadito, andando avanti nella giornata, il traffico nella tundra era sempre quello: nullo! Ovviamente parlo sempre di vent'anni fà, ma non penso che possa essere peggiorato di molto nel mentre.
As I said in my previous posts, even during the day, Tundra traffic was always the same: unexistent.
A different view in the next post...
Nella tundra, ma anche più a sud, le zanzare sono presenti tutto il giorno (probabilmente anche loro sono confuse dal sole di mezzanotte) e sono molto agguerrite. L'unico modo per difendersi, in mancanza di repellenti, è coprirsi completamente. Non ricordo se avevo anche i guanti!
Come dicevo, viaggiando di "notte", la strada tundrica è sempre così: deserta. Va anche detto che di "giorno" non è che peggiori più di tanto. Qui dovevano essere le quattro del mattino.
Da Capo Nord siamo tornati a Honningsvag sempre in autostop. Da queste parti basta mettere fuori il pollice e qualcuno si ferma nel giro di un minuto, perlomeno vent'anni fà. A Honningsvag abbiamo preso un traghetto per Kjollefiord. Da qui a Karasjok abbiamo poi evitato qualunque mezzo motorizzato optando per la bicicletta. Ne è valsa la pena: la Tundra è spettacolare e, soprattutto, il silenzio è indescrivibile. Siccome c'è sempre il sole, perdi completamente il ritmo del sonno e, se fai tanto di cominciare a dormire di "giorno" e viaggiare di "notte", nei momenti in cui sei sveglio non passa nessuno, non incontri nessuno... non senti un "rumore" se non un po' di vento e qualche renna. Ogni tanto senti arrivare una macchina... ma la vedi passare dopo un minuto. Questa foto è stata scattata, se ricordo bene, intorno alle due del mattino.
Ebbene si, lo ammetto: abbiamo lasciato tutto a Honningsvag e a Capo Nord ci siamo arrivati in autostop. Il vento, il freddo e la nebbia ci avevano fatto passare la voglia di pedalare. Tra l'altro sarebbe stato anche pericoloso: c'erano folate di vento così forti che si stava a malapena in equilibio.
Così, dopo alcuni mila Km tra bicicletta, treni, autobus, traghetti postali, nuvole di zanzare e, nelle emergenze, persino l'autostop, arrivi finalmente a Capo Nord e c'è un vento gelido a 40 Km all'ora e c'è una nebbia che non si vede niente e ci sono orde di turisti, soprattutto italiani, che affollano il bruttissimo centro commerciale e l'area esterna. Allora ti consoli facendo la foto simbolo sul globo dove però qualcuno ha pensato bene di scriverci "MARTINA AMORE MIO". Scopri poi che i colori della foto sono così irrecuperabili che devi trasformarla in bianco e nero...
Per quel che mi riguarda, il bello di Capo Nord è arrivarci: Bergen, Oslo, Trondheim, i piccoli villaggi di pescatori, i boschi, i fiordi, le cascate, i tramonti, la tundra dove il silenzio regna maestoso... E non scordiamo le Isole Lofoten: se vuoi arrivare a Capo Nord attraversando la Norvegia, devi assolutamente allungare il tragitto e passare di lì... ne vale la pena.
P.S. Alcuni miei amici sono arrivati a Capo Nord in un caldo giorno di sole senza vento e la loro impressione è stata mooolto più positiva della mia.
In estate la zona sopra il circolo polare artico è un paradiso fotografico: il sole infatti è basso sull'orizzonte per la maggior parte delle 24 ore, creando così un tramonto (o un alba, scegliete voi) quasi continui.
Ho cambiato lo scanner e i risultati sono molto più soddisfacenti. Nonostante questo, non c'è foto al mondo che possa rendere fedelmente i colori pastello avvolti in leggere nebbioline che sono costantemente presenti alle isole Lofoten... 24 ore al giorno, in quanto d'estate c'è sempre luce. L'unica è andarci di persona.
Il 24 giugno partiva la Styrkeproven (prova di forza), una gara in bicicletta di 550 Km da Trondheim a Oslo con un dislivello di oltre 4000 metri e con alcune migliaia di partecipanti che avrebbero impiegato dalle 15 alle 40 ore per terminare il percorso (non tutti ce l'avrebbero fatta).
Ciclisti tosti, questi. Ho conosciuto un tedesco che, per allenarsi, era venuto su a Trondheim da Monaco in una settimana... pedalando! Poi si è riposato un paio di giorni all'ostello della gioventù prima della partenza. Non so come sia tornato a casa. Forse di corsa. Mi raccontava che si era fatto l'Iron Man 3 volte e che aveva corso una 1000 miglia in poco più di 14 giorni dormendo 2 ore al giorno!!!
Se ricordo bene i ristori lungo la Styrkeproven sono ogni 100 chilometri e perciò i ciclisti si portano appresso discrete quantità di cibo, come questa foto dimostra.
Dopo vent'anni la diapo era un po' sbiadita e il mio scanner da tavolo pagato forse troppo poco falsa un po' i colori ma, simulando un'HDR, un qualche risultato lo si ottiene sempre.
Ho aperto un contenitore di diapo a caso ed eccomi catapultato alla seconda metà del viaggio iniziato in Scozia il 5 maggio 1989 e terminato in Danimarca il 14 Agosto, dopo essere passato da Capo Nord. Purtroppo, a forza di traslochi, ho perso il diario del viaggio e vedo che ricordare i nomi di luoghi e persone è veramente un'impresa ardua dopo vent'anni. Per non parlare delle date. E va beh... procediamo.
... una foto del mezzo di trasporto è sempre d'obbligo in questo tipo di viaggi... In Giugno il sud della Norvegia è pieno di cascate di ogni altezza e portata in quanto in montagna si stanno ancora sciogliendo le nevi. Alla prima cascata ti fermi e fai una foto, alla seconda, pure... alla quarantaduesima, tiri dritto. Insomma, ogni 200 metri c'è una cascata, di cui alcune anche molto alte e spettacolari. Qui da noi ci farebbero un bar con punto di osservazione. In Norvegia non ci fanno neanche caso. Del resto non ho incontrato molti turisti lungo la strada, perlomeno in giugno.
Quando dalle Shetland sono arrivato a Bergen sono andato un po' in crisi nostalgica ed ho pensato di prendere subito un treno per Oslo da dove sarei potuto tornare rapidamente a casa con traghetti e treni vari. Il viaggio in treno però è stato a dir poco spettacolare ed ora che sono arrivato ad Oslo ero già pronto a tornare in sella per rifarmi il tragitto all'indietro... lentamente. Tra fiordi, cascate, boschi e paesini pittoreschi, la zona tra Oslo, Bergen e Trondheim vale la pena di essere vista, qualunque sia il mezzo di locomozione, treno incluso.
P.S. HO ritrovato parte del diario di viaggio e così sono tornato indietro a correggere le date e i luoghi...